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UNOCONTROUNO : LORENZO PEZZI

28/03/2019



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UNOCONTROUNO: LORENZO PEZZI

Un giovane lodigiano al Fanfulla. Residente a Casalpusterlengo, dopo un girovagare tra Bassa Lombardia ed Emilia a dicembre a 21 anni Lorenzo Pezzi è arrivato a Lodi per vestire la maglia del Guerriero. Una vera e propria prima punta il classe 1997 che fa dell’area di rigore il suo habitat naturale. Ma oltre al numero 9 c’è anche altro: una carriera già intensa nonostante la giovane età e un brutto infortunio quasi un anno fa da cui però Pezzi è ripartito con maggior convinzione. <<Proprio in quei momenti mi sono reso conto che il calcio per me è vita – racconta, ricordando l’infortunio al ginocchio dell’aprile 2018 -. A calcio ci gioco sin da piccolo, ma quando sono stato obbligato allo stop ho capito che senza questo sport non sono lo stesso. Non avevo alcuno stimolo: è proprio vero, quando perdi qualcosa capisci il suo valore>>. Un infortunio che ti costringe a stare lontano dal campo è il momento forse peggiore nella carriera di un calciatore. Un momento da cui però Pezzi ha ricavato anche dei tratti positivi. <<Una macchia che sicuramente non ci voleva, è stato brutto e frustrante in alcuni momenti – ricorda -. Ti senti inutile perché non puoi far niente, sei costretto su un divano o a letto. I primi giorni dopo l’intervento non nascondo d’aver anche pensato di mollare tutto, è uno dei frangenti più duri>>. A livello psicologico quindi ripartire è difficile, <<ma ho sempre cercato anche l’aspetto positivo. Mi davo degli step di volta in volta e pensavo che tutto ciò che facevo avrebbe dato i suoi frutti in futuro. Anche quando dovevo andare a correre o in palestra da solo, perché mi sono infortunato alla fine della stagione quindi non avevi compagni, anche se soffrivo cercavo di avere pensieri positivi>>. I momenti più brutti passano, Pezzi ricomincia a correre e si accorda con il Guerriero per tornare a giocare. L’esordio nei minuti finali dell’infrasettimanale con l’Axys Zola, poi l’ingresso nella ripresa nel match domenicale alla Dossenina con la Reggio Audace. Durante un affondo il ginocchio nuovamente sembra cedere. <<Pensavo veramente di essere tornato indietro – ammette -. Ho avuto paura, mi sono spaventato perché il movimento del ginocchio è stato lo stesso di quando mi sono infortunato otto mesi prima. Avevo gran voglia di rientrare, volevo aiutare la squadra e segnare. Poi il dolore. Ma in quei momenti sono subito tornato anche a pensare cosa fare per migliorare il lavoro che avevo fatto in estate per rientrare più forte di prima>>. Fortunatamente nessuna rottura e, dopo un periodo di convalescenza, Pezzi rientra e si rimette a disposizione di mister Ciceri che lo schiera titolare per la prima volta due settimane fa a Castiglione di Ravenna (in questi mesi ci sono anche alcune apparizioni e due gol con la Juniores Nazionale). Mister Ciceri che Pezzi aveva già incontrato a Fiorenzuola. <<Mi ha fatto crescere calcisticamente ma soprattutto umanamente – spiega – Con lui ho svoltato e dirgli di no un anno fa per me era stata come una pugnalata, poi fortunatamente ci siamo ritrovati. Per me è un allenatore fantastico, ad ogni giocatore dà fiducia, fa credere nei suoi mezzi portandolo a migliorare costantemente>>. Pezzi che non dimentica tutte le persone che in questi mesi al Fanfulla hanno creduto in lui, <<come il direttore Cera, una persona trasparente che ti dice sempre quello che pensa. Anche grazie a questa sua caratteristica il Fanfulla sta andando bene e si sta dimostrando una società altamente professionale. Poi ci sono i miei compagni che hanno sempre creduto in me in ogni momento, il presidente e tutti coloro che fanno parte della società: anche a loro voglio regalare una prestazione convincente, per ripagarli di questi mesi>>. Fanfulla quindi scelta giusta sia a livello umano sia per obiettivi e blasone. <<Questa è una società seria in cui non manca nulla – afferma Pezzi -. Siamo una neopromossa che è partita per salvarsi, ma guardiamo dove siamo ora, puntiamo ai playoff, anche questo per me è segno di professionalità>>. Già tante partite giocate per Pezzi che però sa anche cosa avrebbe fatto se non avesse avuto la passione per il calcio. <<Avrei seguito le orme di papà – conclude -. Lui lavora in ambito medico e so che lo avrei seguito in quello che fa o magari mi sarei specializzato in fisioterapia. Anche a lui devo dire grazie per essermi sempre stato vicino. Ha sacrificato il suo lavoro quando ero più piccolo per portarmi agli allenamenti, quando ero all’Atalanta lui c’era, non mancava mai. Poi non posso non dire ancora grazie a mister Ciceri che per me è come un secondo padre e alla mia ragazza che ha sopportato i miei sfoghi e la mia pesantezza durante i mesi difficili dell’infortunio>>.